Convertito in legge il Decreto PA bis

15/09/2023

Pubblicato il decreto PA bis convertito in legge nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n.190 del 16-08-2023 del 16 agosto 2023, ovvero la Legge 10 agosto 2023 n. 112 recante disposizioni urgenti in materia di organizzazione di PA, agricoltura, sport e lavoro.

Il Decreto divenuto legge introduce nello specifico importanti novità sul reclutamento nel mondo della scuola, ma prevede anche nuove assunzioni nelle Pubbliche Amministrazioni con procedure rapide in linea con i tempi previsti dal PNRR e dalla riforma dei concorsi pubblici.

Cosa prevede?

Con le modifiche introdotte il limite del 20% per le graduatorie concorsuali non si applica per i concorsi:

  • banditi per il reclutamento del personale educativo e scolastico, impiegato nei servizi gestiti direttamente dai Comuni e dalle Unioni di comuni;
  • degli enti locali o da enti o agenzie da questi controllati o partecipati che prevedano un numero di posti messi a concorso non superiore a venti unità;
  • banditi dai Comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti;
  • banditi per assunzioni a tempo determinato.

Favorisce, inoltre, le assunzioni dei giovani nella Pubblica Amministrazione, attraverso contratti di apprendistato per laureati, individuati su base territoriale attraverso il portale InPA, e contratti di formazione lavoro per studenti di età inferiore ai 24 anni.
Si prevede, nell’ambito dei concorsi pubblici banditi da parte dei comuni per il reclutamento di personale dirigenziale, una riserva di posti non superiore al 50 per cento da destinare al personale, dirigenziale e non dirigenziale, che abbia maturato con pieno merito almeno trentasei mesi di servizio, anche non continuativi, negli ultimi cinque anni e che sia stato assunto a tempo determinato previo esperimento di procedure selettive e comparative a evidenza pubblica, o al personale non dirigenziale che sia in servizio a tempo indeterminato per lo stesso periodo di tempo.

Per quanto riguarda la stabilizzazione del personale non dirigenziale da parte degli enti pubblici territoriali, possibile fino al 31 dicembre 2026, si prevede l’applicazione di una procedura (colloquio selettivo e valutazione positiva dell’attività lavorativa svolta), assicurando comunque il rispetto del principio dell’accesso dall’esterno, nel corso del triennio di programmazione, in misura non inferiore al 50 per cento.